Lettera alla stampa di Gianluca Ustori

Gentile Direttore,

il Partito Democratico ha da poco terminato la prima parte del suo congresso, che ha avuto luogo nelle assemblee dei circoli: soltanto nella nostra provincia oltre tremila persone hanno partecipato ed hanno espresso il loro voto. La mozione Marino ha qui raccolto il 12,20% delle preferenze, il miglior risultato in Toscana dopo quello conseguito in provincia di Prato. Abbiamo anche noi contribuito, dunque, al successo a livello nazionale conseguito da Ignazio Marino, la cui mozione, pur nata dal basso e priva di grandi sponsor tra i nomi storici e potenti del partito, ha ampiamente superato la quota del 5% necessaria per la partecipazione alle primarie del 25 ottobre prossimo.

Sì, perché quanto abbiamo vissuto finora sono state soltanto le qualificazioni alla vera partita delle primarie, in cui sarà eletto il segretario del PD, e in cui Bersani, Franceschini e Marino partono alla pari. Certo, l’ex ministro e il segretario attuale sono ben più famosi e sono appoggiati da tutta una serie di personalità nazionali e locali e, soprattutto,  dai media, ma noi, come Marino, crediamo che il popolo democratico senta il bisogno di una svolta nella storia del PD, senza la quale questo ambizioso progetto rischia di fallire. Occorrono idee nuove, metodi nuovi e persone nuove. Marino ha presentato un programma chiaro, con idee semplici e forti, con le quali il PD dice per la prima volta i suoi “sì” e i suoi “no” in modo deciso e comprensibile. Ha proposto un metodo di vera democrazia interna, centrato sui circoli, per discutere e decidere sulle questioni che finora hanno diviso il partito in modo inaccettabile. Ignazio Marino, infine, chirurgo di fama internazionale che da alcuni anni si è dedicato alla politica, rappresenta la persona più adatta a guidare il PD del futuro, perché non è legato, come gli altri due candidati (peraltro persone degne e capaci) al pesante passato dei due ex partiti da cui è nato il PD, e perché è libero dai condizionamenti dei “sostenitori” assai ingombranti che circondano sia Bersani che Franceschini. Marino non è infatti assistito da politici che da decenni stanno in Parlamento, ma da giovani brillanti, come Pippo Civati, filosofo e consigliere regionale lombardo, e la sua rete dei “piombini”, unica novità interessante apparsa nel panorama politico italiano degli ultimi due anni.

Quale PD vogliamo, noi sostenitori di Marino? Prima di tutto un partito che non tema il confronto interno, fatto alla  luce del sole, sulle idee e i programmi. Speriamo che nei prossimi giorni, finalmente, Bersani e Franceschini accettino quel dibattito pubblico a tre che Marino chiede ormai da un mese senza successo. Vogliamo un partito senza quelle correnti che hanno dilaniato il PD nei suoi primi due anni di vita, quando le lotte intestine e gli equilibri interni da mantenere hanno avuto spesso la meglio sulla ricerca delle soluzioni migliori e delle persone migliori. Vogliamo un PD che coltivi lo spirito maggioritario, che non significa voler “andare da soli”, ma che vuol dire, per esempio, lottare per un sistema elettorale maggioritario a collegi uninominali, l’unico che pone la scelta degli eletti nelle mani dei cittadini e che permette un controllo da parte loro sul comportamento del loro parlamentare. Vogliamo un partito in cui lo strumento delle primarie sia sì precisato, ma sempre più utilizzato, perché costituisce la garanzia dell’apertura del PD alla società. Vogliamo un partito che prima cerchi una sua identità chiara e forte, e che soltanto dopo discuta di alleanze. Purtroppo, proprio questa identità chiara e forte, questo profilo riconoscibile, è mancato al PD in questi due anni, tanto che molti elettori lo hanno abbandonato, poiché non sapevano più chi e che cosa avrebbero votato.

Ignazio Marino è l’unico dei tre candidati a sottolineare la necessità di posizioni chiare su temi fondamentali, sui quali il PD deve dire i suoi “sì” e i suoi “no” senza tentennamenti. Il LAVORO: un contratto unico a tempo indeterminato con salario minimo e un sussidio universale per i periodi di disoccupazione. Il MERITO: Marino ha sperimentato quanto poco in Italia (per es. rispetto agli USA) contino l’impegno e i risultati individuali, e quanto invece contino le amicizie, le parentele, la famiglia d’origine, e per questo egli ribadisce che il merito è di sinistra e che la selezione (del migliore) è l’unica via per il riscatto sociale di parte da condizioni svantaggiate. La LEGALITA’: in un paese, come l’Italia, che è al 59° posto nella classifica della corruzione (mentre gli stati europei sono tutti tra i primi venti paesi meno corrotti), il PD deve difendere i magistrati che indagano e deve porre la questione morale al centro del suo agire e del suo essere. I DIRITTI CIVILI: basta con l’eccezione italiana che vede il nostro paese negare quei diritti che sono ormai riconosciuti a tutti in tutta Europa, tra i quali quelli relativi al testamento biologico e alla legge sulle unioni civili. L’AMBIENTE: un no chiaro al ritorno al nucleare, pericoloso e costoso, e un sì forte alle nuove energie rinnovabili, sulle quali Marino ha come consulente il fisico premio Nobel Carlo Rubbia. Immigrazione e sicurezza: un no netto alla politica razzista e xenofoba del governo, e un sì invece a una seria politica della sicurezza centrata sul controllo degli ingressi via terra (il 90% del totale) e sull’integrazione degli immigrati regolari (fino alla cittadinanza italiana per i figli degli immigrati nati in Italia, cosa su cui sta spingendo perfino il presidente della Camera Fini). La storia stessa di Marino, scienziato, docente e medico, fa sì che al centro della nostra mozione stiano infine la ricostruzione di una buona SCUOLA PUBBLICA e il sostegno alla RICERCA SCIENTIFICA come motore dello sviluppo: per questo occorre prima di tutto smetterla con i tagli operati dall’attuale governo, e quindi impostare chiare procedure di valutazione dei risultati, per cui scuole e università siano premiate in base alla loro qualità. Come ultimo tema voglio ricordare, a seguito della grande manifestazione tenutasi a Roma sulla libertà d’informazione, gli appelli che Marino (soltanto lui, purtroppo) ha rivolto per la fine della lottizzazione della RAI. Basta con le nomine politiche: laddove servono professionisti si scelgano i migliori di quel campo, e la politica si limiti a stabilire le regole e a controllare che esse siano rispettate.

La Mozione Marino intende portare il proprio contributo per un PD che non sia una  nuova edizione del compromesso storico, ma che invece realizzi una vera e propria rivoluzione democratica, centrata sui diritti, sul merito, sulla salute, sull’ecologia, e che proponga un nuovo modello di sviluppo sostenibile, unica via d’uscita dalla crisi strutturale che sta attraversando il mondo. Questo è il progetto che ha portato me e molti altri giovani ad appassionarsi per Ignazio Marino e a sostenerlo come segretario del PD. Invitiamo dunque tutti i cittadini a segnarsi la data del 25 ottobre, per partecipare alle primarie del PD e per contribuire, con Ignazio Marino, a un nuovo PD che riesca veramente a cambiare l’Italia.

Gianluca Ustori, delegato della provincia di Arezzo alla Convenzione Nazionale del PD

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